Osteoporosi: come riconoscerla e curarla

Osteoporosi: come riconoscerla e curarla

Osteoporosi riconoscerla e curarla

L’osteoporosi è definita malattia silente perché la sua evoluzione è pressoché asintomatica. Tuttavia, parlare di malattia non è corretto, in quanto si tratta più di una condizione che si verifica in soggetti a rischio. L’effetto di questa condizione è una riduzione del tessuto osseo, quindi la maggiore predisposizione a fratture, soprattutto quelle a carico della colonna vertebrale, dei polsi e dell’anca. Per diagnosticare l’osteoporosi è necessario effettuare un esame, la MOC (mineralometria ossea computerizzata), che identifica appunto lo stato di salute delle ossa.

Osteoporosi, un problema insidioso

Uno degli ultimi casi in cui siamo intervenuti è stato quello di un signore di 72 anni che fortunatamente viveva con la figlia. La donna ci ha contattati allarmata alle 23 di domenica, perché il padre era scivolato in casa e non riusciva più a camminare, lamentando anche un forte dolore all’anca a seconda della posizione che assumeva.

La nostra guardia medica si è così recata al domicilio e ha effettuato una visita. A un primo controllo sembrava proprio trattarsi di una frattura del femore. Il caso fortunatamente si è risolto con esito positivo, l’uomo è stato sottoposto all’intervento di impianto di protesi e ha successivamente effettuato alcuni esami per verificare lo stato osseo. Chiaramente, come era facile intuire, l’uomo aveva uno stato di osteoporosi abbastanza serio.

Cos’è l’osteoporosi

Come abbiamo detto prima, l’osteoporosi è una condizione. Molti pazienti si rivolgono alla nostra guardia medica Roma proprio lamentando una caduta, spesso si tratta di cadute in casa, e del timore di essersi fratturati un osso, in particolare polso e femore, come nel caso appena descritto.

La condizione dell’osteoporosi è caratterizzata dalla riduzione della resistenza ossea, quindi con un aumento della possibilità di incorrere in fratture anche per cadute banali o perfino compiendo piccoli sforzi, come quello di sollevare un peso.

In Italia sono circa 5 milioni le persone che ne soffrono e si tratta per lo più di donne, le più colpite da questo problema.

Abbiamo detto che l’osteoporosi è una condizione in cui diminuisce la resistenza ossea. Questa è caratterizzata dalla massa, quindi dalla quantità, e dalla qualità dell’osso. Sebbene tempo fa fosse convinzione comune che l’osteoporosi fosse una problematica tipica dell’invecchiamento, oggi si è scoperto che non è solo questo fattore a incidere nella resistenza ossea, ma anche altre condizioni che si verificano soprattutto durante l’adolescenza.

La qualità delle ossa cambia
La qualità delle ossa durante il corso della vita cambia notevolmente. Le ossa sono costituite da tessuti viventi, tra cui il collagene e il fosfato di calcio, il minerale che rende dure le ossa. Durante il corso della vita questa struttura si rinnova continuamente, viene depositato nuovo tessuto osseo e rimosso quello vecchio.

Col passare degli anni, però, la quantità di osso che viene rinnovato è sempre meno rispetto a quella rimossa, quindi la densità e la qualità del tessuto non sono più ottimali.

Il picco di densità avviene attorno ai 30 anni ed è molto importante creare tutti i presupposti affinché tale picco sia nei giusti parametri, e qui iniziamo a scoprire le cause dell’osteoporosi.

Osteoporosi, quali sono le cause

Tralasciando il discorso della vecchiaia, che abbiamo già trattato, le altre cause dell’osteoporosi sono da ricercare nell’infanzia e nell’adolescenza. Se lo sviluppo osseo, in queste due tappe evolutive, non è ottimale, non si raggiungerà un buon picco di densità di massa ossea da adulti.

Maggiore è la riserva ossea accumulata, minore sarà la probabilità di andare incontro all’osteoporosi da adulti. Tra le altre cause di questa condizione, vi sono fenomeni di riassorbimento osseo più veloci del normale, una crescita più lenta, entrambi i fattori.

Nelle donne

la causa più frequente, è il sopraggiungere della menopausa. Infatti, durante questo periodo, l’organismo produce meno estrogeni e di conseguenza si riduce la massa ossea. Stesso fenomeno avviene se vengono asportate le ovaie o durante trattamenti di chemio e radio.

Altri fattori da considerare sono l’alimentazione e l’assunzione di determinati farmaci. Per quanto riguarda l’alimentazione, si è notato che l’osteoporosi è più frequente nei soggetti che hanno assunto poco calcio e vitamina D. Anche l’assunzione prolungata di alcuni farmaci, come gli antiepilettici e i glucocorticoidi, influiscono sulla massa ossea.

Anoressia nervosa, alcolismo, fumo, sono altre cause da tenere sotto controllo, così come la condizione che vi siano fratture frequenti in famiglia, quindi una certa familiarità del disturbo.

Cura dell’osteoporosi
Poiché si tratta di un disturbo per lo più asintomatico, il primo consiglio è quello di sottoporsi a visite mediche specialistiche periodiche quando si superano i 50/60 anni, per tenersi sempre sotto controllo e prevenire l’insorgere del disturbo.

Una cura vera e propria, purtroppo, non esiste, infatti l’osteoporosi è un processo irreversibile, ma che può essere tenuto facilmente sotto controllo con determinati accorgimenti.

La prima cosa da fare è quella di seguire una dieta attenta e mirata all’introduzione di vitamina D, che va integrata poiché scarsamente presente negli alimenti, e di calcio. Un consulto col medico potrà essere utile per capire se vi sia bisogno di integrare con alimenti o con integratori.

Si deve praticare regolarmente dell’attività fisica, anche i soggetti più anziani devono comunque muoversi perché l’allettamento riduce la massa ossea.

Vi sono poi dei farmaci e degli integratori atti a rallentare il processo di perdita ossea o che possono aumentarne la densità.

Mettere in sicurezza la casa, soprattutto se vi sono soggetti a rischio, è certamente un buon modo per prevenire le cadute ed evitare fratture.

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